Hanukkah, conosciuta anche come festa delle luci, è una delle celebrazioni più riconoscibili della tradizione ebraica. Si svolge nell’arco di otto giorni e cade generalmente tra novembre e dicembre, secondo il calendario gregoriano, perché la sua data segue il calendario ebraico.

Le luci che si accendono sera dopo sera, la hanukkiah, il gioco del dreidel e i piatti fritti nell’olio sono alcuni degli elementi che caratterizzano questa festa. Ma che cosa significa Hanukkah e perché si celebra per otto giorni?

Per comprendere il significato di questa festa ebraica bisogna tornare indietro di oltre duemila anni, fino alla rivolta dei Maccabei e alla riconsacrazione del Tempio di Gerusalemme.

Che cos’è Hanukkah e che cosa significa

Il termine Hanukkah deriva dall’ebraico e significa “dedicazione” o “inaugurazione”. La festa ricorda infatti la riconsacrazione del Tempio di Gerusalemme dopo la rivolta dei Maccabei contro il dominio seleucide.

Nel II secolo a.C., la Giudea si trovava sotto il controllo dell’Impero seleucide. Il re Antioco IV Epifane impose diverse restrizioni alla pratica della religione ebraica e il Tempio di Gerusalemme venne profanato. La rivolta guidata dai Maccabei portò alla riconquista del Tempio e alla sua successiva ridedicazione.

La tradizione ebraica collega questo momento a un secondo evento miracoloso. Quando il Tempio venne riconquistato, era necessario riaccendere la menorah, il candelabro che doveva rimanere acceso. Fu trovato soltanto un piccolo recipiente di olio d’oliva puro, sufficiente, secondo la tradizione, per un solo giorno. L’olio rimase invece acceso per otto giorni, il tempo necessario per preparare nuovo olio adatto all’uso rituale.

È proprio questo miracolo a spiegare molti dei simboli e delle tradizioni di Hanukkah ancora oggi.

Perché Hanukkah dura otto giorni?

Una delle domande più frequenti riguarda proprio la durata della festa, ovvero perché Hanukkah dura otto giorni?

La risposta è legata al miracolo dell’olio. Secondo la tradizione, la quantità di olio disponibile avrebbe dovuto alimentare la menorah del Tempio soltanto per una giornata. Invece, la fiamma continuò a bruciare per otto giorni.

Per questo Hanukkah viene celebrata per otto sere consecutive. Ogni sera viene aggiunta una nuova luce alla hanukkiah, fino ad arrivare a otto candele accese nell’ultima notte.

Il significato della festa non riguarda quindi soltanto un episodio storico. Le luci rappresentano anche la capacità di mantenere viva la propria identità e la propria tradizione nonostante le difficoltà.

La hanukkiah e l’accensione delle candele

Uno dei simboli più importanti di Hanukkah è la hanukkiah, il candelabro utilizzato durante gli otto giorni della festa.

Spesso viene chiamata semplicemente menorah, ma i due termini non indicano esattamente lo stesso oggetto. La menorah del Tempio aveva sette bracci, mentre la hanukkiah utilizzata per Hanukkah dispone di nove punti per le fiamme: otto corrispondono agli otto giorni della festa e uno è destinato allo shamash, la candela utilizzata per accendere le altre.

La prima sera si accende una sola luce. Ogni sera se ne aggiunge una, fino a quando, nell’ottava sera, tutte le otto luci sono accese.

L’accensione non è soltanto un momento familiare. Le luci vengono tradizionalmente collocate in un punto visibile della casa, come una finestra, proprio per rendere pubblico il ricordo del miracolo.

Durante l’accensione vengono recitate specifiche benedizioni e, in molte famiglie, vengono intonati canti tradizionali.

Le principali tradizioni di Hanukkah

Hanukkah è una festa profondamente legata alla vita familiare. A differenza di altre festività ebraiche, non richiede necessariamente di recarsi in sinagoga: gran parte delle celebrazioni avviene infatti a casa, attorno alla hanukkiah.

Tra le tradizioni più conosciute c’è il dreidel, una piccola trottola a quattro facce che riporta lettere ebraiche. Il gioco è particolarmente legato ai bambini e rappresenta uno degli aspetti più ludici della festa.

Un’altra usanza è quella dell’Hanukkah gelt, originariamente associato al dono di denaro e oggi spesso rappresentato da monete di cioccolato avvolte nella carta dorata. Anche lo scambio di regali può far parte delle celebrazioni moderne, soprattutto nelle famiglie con bambini, ma non costituisce il cuore religioso della festa.

Hanukkah è inoltre un momento dedicato alla convivialità. Le famiglie si riuniscono, accendono insieme le candele, cantano, giocano e condividono il cibo.

Cosa si mangia durante Hanukkah?

La cucina occupa un posto importante nelle celebrazioni di Hanukkah e, ancora una volta, il protagonista è l’olio.

Proprio per ricordare il miracolo dell’olio che rimase acceso per otto giorni, durante la festa è tradizione consumare cibi fritti nell’olio. Tra le specialità più conosciute ci sono i latkes e le sufganiyot.

I latkes sono frittelle di patate tipiche soprattutto della tradizione ebraica ashkenazita. Vengono preparati con patate grattugiate e poi fritti, spesso accompagnati da salsa di mele o panna acida.

Le sufganiyot, invece, sono ciambelle o bomboloni fritti, tradizionalmente ripieni di marmellata. Oggi ne esistono moltissime varianti, con creme e farciture differenti.

La tradizione dei cibi fritti non si limita però a queste due specialità. Nelle diverse comunità ebraiche del mondo esistono preparazioni differenti, legate alla storia e alle tradizioni gastronomiche locali. Nelle comunità sefardite, per esempio, sono diffusi altri dolci fritti come i bimuelos e gli sfenj.

Esiste anche una tradizione legata ai cibi a base di formaggio, collegata alla figura di Giuditta e alla storia narrata nel Libro di Giuditta. Anche in questo caso il cibo diventa quindi parte della memoria della festa.

Hanukkah è dunque una festa in cui la cucina non rappresenta soltanto un’occasione per stare insieme. Gli ingredienti e le preparazioni raccontano una storia e permettono di mantenere vivo, anche attraverso la tavola, il ricordo del miracolo dell’olio.

Hanukkah e la cucina kosher

Quando si parla di tradizioni ebraiche legate alla tavola, è importante distinguere tra cucina ebraica e cucina kosher. Il termine kosher indica infatti ciò che è conforme alle norme alimentari ebraiche, la kashrut.

Non tutti i piatti della cucina ebraica sono automaticamente kosher e le regole possono essere molto articolate. Tra gli aspetti più conosciuti ci sono le indicazioni relative agli animali consentiti, alla preparazione degli alimenti e alla separazione tra carne e latticini.

Durante Hanukkah, quindi, la convivialità passa anche attraverso piatti che rispettano le tradizioni alimentari della comunità di riferimento. La tavola diventa un luogo in cui storia, religione, cultura e gastronomia si incontrano.

Quando si festeggia Hanukkah?

Hanukkah inizia il 25 di Kislev, secondo il calendario ebraico, e dura otto giorni. Poiché il calendario ebraico è lunisolare, le date cambiano ogni anno rispetto al calendario gregoriano.

La festa cade comunque nei mesi invernali e può quindi essere celebrata tra la fine di novembre e dicembre.

Ogni sera, dopo il tramonto secondo le regole previste per l’accensione, viene aggiunta una luce alla hanukkiah. Quando arriva l’ottava sera, tutte le otto luci sono accese e la casa si riempie simbolicamente di luce.

Il significato di Hanukkah oggi

Anche se affonda le sue radici nella storia della Giudea antica, Hanukkah continua ad avere un significato molto attuale.

La festa ricorda una vittoria, la riconsacrazione di un luogo fondamentale per la tradizione ebraica e il miracolo dell’olio. Ma le sue celebrazioni quotidiane riportano questi significati nella dimensione familiare: una candela accesa, una preghiera, un gioco, un dolce condiviso.

La luce diventa così il simbolo più immediato di Hanukkah. Una luce che aumenta ogni sera e che, attraverso la sua presenza nelle case e nelle finestre, rende visibile una storia tramandata attraverso le generazioni.

Anche il cibo contribuisce a questo racconto. Dai latkes alle sufganiyot, le ricette di Hanukkah trasformano il ricordo del miracolo dell’olio in un’esperienza concreta, da condividere intorno alla tavola.

Festeggiare Hanukkah a Roma: scopri la cucina kosher

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30.07.26

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